Da bambina, quella piccola “streghetta inconsapevole” che ero, avevo un’abitudine particolare: ogni sera, prima di addormentarmi, immaginavo ciò che desideravo vivere. Vedevo colori, ascoltavo voci, sentivo persino i profumi. Mi immergevo in quelle immagini con la fiducia spontanea di un bambino, finché non arrivava il sonno.
Con gli anni ho perso questa abitudine. Il momento prima di dormire è diventato lo spazio per un film, una serie o i social. È successo a molti di noi: la tecnologia ha riempito anche le pause che prima dedicavamo, senza accorgercene, al nostro mondo interiore.
Quanto spazio rimane per ascoltarci?
La tecnologia ci permette di imparare, comunicare e condividere esperienze. Ma quando ogni momento libero viene occupato da uno schermo, rischiamo di trascurare ciò che sentiamo.
Tra messaggi e contenuti, la nostra attenzione si rivolge continuamente all’esterno. Possiamo arrivare a sera sapendo che cosa è successo agli altri, senza esserci chiesti: «Come sto? Che cosa desidero davvero?»
Nella visione esoterica, l’attenzione è una forma di nutrimento dell’intenzione. I desideri hanno bisogno di spazio, immaginazione e partecipazione personale. Nella vita concreta, hanno bisogno anche di scelte e azioni: visualizzare un obiettivo può aiutarci a chiarirlo, ma non ne garantisce la realizzazione.
Ritrovare il valore delle pause
Non dobbiamo rinunciare alla tecnologia. Possiamo scegliere di lasciare alcuni momenti liberi: una passeggiata, una pausa o qualche minuto prima di dormire.
Il silenzio permette di riconoscere emozioni e bisogni che, durante la giornata, passano inosservati. Anche la pratica spirituale comincia da questa disponibilità ad ascoltare, senza pretendere subito un messaggio o una risposta.
Provate questo semplice esercizio prima di addormentarvi:
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Mettete da parte il telefono per qualche minuto.
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Respirate con calma e osservate come vi sentite.
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Chiedetevi: «A che cosa ho dedicato le mie energie oggi?»
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Scegliete una qualità da coltivare: fiducia, serenità, coraggio o chiarezza.
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Immaginate una situazione nella quale esprimete quella qualità.
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Individuate un piccolo gesto da compiere il giorno seguente.
Poi lasciate andare l’esercizio e concedetevi il riposo.
La spiritualità nell’era della tecnologia richiede anche questo: scegliere dove portare la nostra attenzione. Recuperare uno spazio interiore ci aiuta a riconoscere ciò che conta e a partecipare più consapevolmente alla nostra vita.
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